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	<title>Kafka @ unifi.it</title>
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	<description>Politiche dell&#039;università - il mondo kafkiano dell&#039;Università di Firenze - Pace e trasformazione dei conflitti</description>
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		<title>Kafka @ unifi.it</title>
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		<title>Open Space &#8220;Università ,conflitti e pace: progettare il futuro insieme&#8221; &#8211; Firenze, 25 marzo 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 10:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il testo dell’invito all’iniziativa. Chiunque è interessato a partecipare può contattarmi per email. GS &#8212;- Care, cari colleghi e amici, sono lieto di invitarvi all&#8217;incontro &#8220;Università ,conflitti e pace: progettare il futuro insieme&#8221;, da me organizzato con l&#8217;aiuto dello Studio Mediazioni e il sostegno logistico di Pax Christi. L&#8217;incontro avrà la forma dell&#8217;&#8221;open space&#8221;: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=249&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il testo dell’invito all’iniziativa. Chiunque è interessato a partecipare può contattarmi per email.  GS</p>
<p>&#8212;-  Care, cari colleghi e amici,   sono lieto di invitarvi all&#8217;incontro &#8220;Università ,conflitti e pace: progettare il futuro insieme&#8221;, da me organizzato con l&#8217;aiuto dello Studio Mediazioni e il sostegno logistico di Pax Christi.  L&#8217;incontro avrà la forma dell&#8217;&#8221;open space&#8221;: tutti quelli che lo vorranno potranno prendere la parola, organizzare un gruppo di lavoro, e dare un contributo essenziale all&#8217;evento.   L&#8217;incontro si terrà il 25 marzo dalle 10 alle 19.00 alla Casa per la Pace di Pax Christi , via Quintole per le Rose 131, 50023 Impruneta (Firenze)  (Tel/Fax +39.055.2374505.).</p>
<p>Poiché è un incontro auto-organizzato chiedo ai partecipanti di dare un contributo economico di 8 euro a copertura delle spese per la struttura.  Offriremo anche un servizio di baby sitting / animazione per i bambini piccoli, speriamo così di favorire la partecipazione di coloro che hanno figli piccoli   Vi prego di confermare la vostra partecipazione scrivendo una mail all&#8217;indirizzo openspace.pace.unifi@gmail.com   indicando:</p>
<p>- se partecipate tutto il giorno o solo il pomeriggio</p>
<p>- se intendete pranzare (costo aggiuntivo: 12 euro)</p>
<p>- se venite con bimbi e se sì, di che età.</p>
<p>L&#8217;open space si terrà con un minimo di 20 partecipanti.  Per favore girate questa mail ai vostri contatti che potrebbero essere interessati!</p>
<p>PRESENTAZIONE DELL&#8217;INIZIATIVA  L&#8217;università di Firenze è stata tradizionalmente attenta campo degli studi sulla pace, la nonviolenza, la trasformazione costruttiva dei conflitti e la mediazione. Dal 2001 in varie forme l&#8217;ateneo ha offerto percorsi formativi di vario tipo su questi temi, ed in particolare la laurea triennale. Con il tempo abbiamo costruito una ricca rete di relazioni e formato un gran numero di studenti e operatori &#8211; una rete di cui siete parte integrante. Il lavoro ha coinvolto non solo la città di firenze, ma persone e realtà della Toscana e di tutto il paese. Si è anche affermata in questo campo una collaborazione con gli altri atenei della Toscana , che insieme hanno fondato il Centro Interuniversitario di ricerca sulla pace e i conflitti (CIRPAC). Senza dimenticare che la facoltà di Scienze della Formazione ospita una cattedra UNESCO per l&#8217;educazione alla pace.</p>
<p>Come tutti sappiamo, l&#8217;università italiana attraversa un momento di profonda crisi, e il lavoro sui nostri temi non ne è rimasto immune. Si è interrotta ad esempio l&#8217;esperienza del master sulla mediazione dei conflitti, la laurea triennale &#8220;operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti&#8221; si è fusa con il corso di laurea sullo sviluppo; il nuovo percorso formativo sta lavorando per trovare una sua visibilità e specificità e per adeguarsi alle regole sempre più restrittive imposte dalle leggi e decreti di riforma dell&#8217;università.</p>
<p>Paradossalmente, è anche un momento di successi e di rilancio: basti pensare agli importanti progetti di ricerca e intervento (UGUADI, FAS) che hanno ottenuto finanziamenti ingenti e stanno producendo frutti di alta qualità. Inoltre, da dicembre sono entrato in forze a UNIFI come professore associato, e quindi posso investire al 100% il mio lavoro nel campo degli studi e della formazione universitaria alla pace. Non si tratta tanto di un traguardo personale, ma del riconoscimento dell&#8217;importanza del tipo di conoscenze e competenze che insieme con tanti colleghi e studenti ho contribuito a elaborare.</p>
<p>Per questo credo che sia un buon momento per riannodare i fili tra colleghi, operatori, studenti ed ex studenti, che negli anni hanno lavorato nella nostra sede storica di via Cavour. Un momento per ritrovarsi, per scambiarsi informazioni su quello che stiamo facendo e intendiamo fare, su quale potrebbe essere il ruolo dell&#8217;università nella promozione degli studi sulla pace nel futuro: sulle opportunità che possiamo creare e promuovere anche e soprattutto in un momento di crisi. Sono convinto che il patrimonio di conoscenze , competenze  e sensibilità che abbiamo costruito negli ultimi dieci anni sia importante per rispondere all&#8217;inquietudine e al senso di crisi che stiamo vivendo.   Spero di vedervi numerosi il 25 marzo alla Casa per la pace dell&#8217;Impruneta!</p>
<p>Giovanni Scotto  Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Firenze  Associazione Studio Mediazioni</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=249&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>13 febbraio 2011: la dignit&#224; maschile nel berlusconismo al tramonto.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 20:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[genere: maschile]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie mie]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani 13 febbraio manifesterò anch&#8217;io, insieme a &#8211; credo &#8211; molte migliaia di uomini. A essere in crisi è l&#8217;identità maschile, a dover riscoprire e affermare la propria dignità siamo noi uomini. L&#8217;era del bunga-bunga è il colpo di coda, terribile e ridicolo a un tempo, del patriarcato italiano. Dobbiamo, da uomini, sottrarci ed essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=247&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="uiHeader uiHeaderBottomBorder mbm">
<div class="clearfix uiHeaderTop">Domani 13 febbraio manifesterò anch&#8217;io, insieme a &#8211; credo &#8211; molte migliaia di uomini. A essere in crisi è l&#8217;identità maschile, a dover riscoprire e affermare la propria dignità siamo noi uomini. L&#8217;era del bunga-bunga è il colpo di coda, terribile e ridicolo a un tempo, del patriarcato italiano. Dobbiamo, da uomini, sottrarci ed essere contro.</div>
</p></div>
<div class="mbl notesBlogText clearfix">
<div>
<p>Per fortuna, non provo alcuna invidia per una persona abissalmente sola, che tutto deve comprare &#8211; perfino l&#8217;applauso e l&#8217;approvazione dei commensali! &#8211; e tutto finisce per corrompere. Pensare che uno dei suoi amici più intimi pare abbia addirittura lucrato su un prestito dato a un mezzano. </p>
<p>Provo molto dolore a vedere i tratti del volto di ragazze giovani deturpate dalla chirurgia plastica, i corpi e gli abiti &quot;normati&quot;. Loro scelta, si dirà. Ma come non vedere la violenza culturale e di struttura, che rende attraente e logica la prostituzione, il mercimonio di tutto &#8211; perfino della propria faccia? Due anni fa Noemi era bella.</p>
<p>Mi dispiace sinceramente che tra i maschi in italia ci siano le complici strizzatine d&#8217;occhio, i colpetti di gomito degli invidiosi, o le spallucce di chi la sa più lunga, ché in fondo il mondo è sempre andato così. Mi amareggiano le voci di alcuni uomini, con qualche anno più di me, che la prostituzione con il premier delle loro figlie arrivano ad augurarsela.</p>
<p>Io lo so che questa epoca ha i giorni contati. In tanti ne siamo già fuori, molti stanno per risvegliarsi bruscamente.</p>
<p>Perché mi guardo intorno &#8211; i miei studenti, i padri delle compagne di asilo di mia figlia, la mia faccia nello specchio che tante volte non mi piace &#8211; e vedo tutt&#8217;altro. Vedo la fatica di vivere amare crescere invecchiare, la dignità di chi continua a essere qualcuno. Vedo l&#8217;amore delle sei e mezza di mattina, del biberon alle due di notte, l&#8217;amore del letto caldo, l&#8217;amore della chemio e della depressione, l&#8217;amore nella vita e nella morte.</p>
<p>E Berlusconi, di tutto questo, che cazzo ne sa?</p>
</p></div>
</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/247/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/247/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=247&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Seminario Sistemi di governance e scenari futuri per la risoluzione dei conflitti</title>
		<link>http://giovanniscotto.wordpress.com/2011/02/03/seminario-sistemi-di-governance-e-scenari-futuri-per-la-risoluzione-dei-conflitti/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 17:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Ecco di seguito la presentazione sintetica del seminario “sistemi di governance e scenari futuri per la risoluzione dei conflitti, tenuto da Maurizio Sajeva &#8211; Università di Turku (Finlandia). &#160; Venerdì 4 febbraio Facoltà di Scienze della Formazione, Via Laura 48, Firenze &#8211; aula SM2, III. piano &#160; &#160; Presentazione &#160; Sembra paradossale come in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=242&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;"><br />
<span style="font-family:Arial;"> </span></span><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"><span style="font-family:Arial;font-size:small;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;">Ecco di seguito la presentazione sintetica del seminario “sistemi di governance e scenari futuri per la risoluzione dei conflitti, tenuto da M</span></span><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Arial;"><span style="font-family:Arial;">aurizio Sajeva &#8211; Università di Turku (Finlandia).</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"><span style="font-family:Arial;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US">Venerdì 4 febbraio<br />
Facoltà di Scienze della Formazione, Via Laura 48, Firenze &#8211; aula SM2, III. piano</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US">Presentazione</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US">Sembra paradossale come in un mondo ormai interconnesso e globale, dove si comunica con una facilità impensabile in alter epoche storiche, manchi tuttavia connessione e interdipendenza, mutua conprensione e mutuo scambio di correnti di pensiero, culture, religioni e strutture socio-economiche. Pur conoscendo le diverse culture in senso teorico, rimane spesso </span></p>
<p>la convinzione che il proprio sistema sia quello che può meglio risolvere i problemi del mondo.</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US">Nel corso del seminario verranno descritte diverse culture nazionali facenti riferimento ai problemi della sicurezza. In questo contesto, caratterizzato da un elevato grado di incertezza sopratutto per la necessità di guardare al futuro e quindi alla mancanza di dati affidabili, più tradizionali indicatori statistici non forniscono risposte soddisfacenti a spiegare fenomeni di tale complessità.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"><br />
Verranno pertanto descritte possibili istanze di governance e definizione di scenari futuri (studi di foresight) atte a realizzare processi decisionali partecipativi che guardino alla sicurezza, alla conoscenza, al’integrità della persona umana, alla qualità della vita e allo sviluppo come diritti inalienabili piuttosto che come politiche nazionali o di mercato (per esempio dei servizi del settore della sicurezza).<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"><br />
Nel seminario verranno inoltre descritte differenze, rischi e opportunità di diverse culture, che ove tendenti all’integrazione, piuttosto che alla scomparsa (e.g. sistemi sociali globalizzati) potrebbero produrre passi avanti per la risoluzione dei conflitti. Verranno inoltre descritte diverse metodologie relative ai Futures Studies. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:&quot;" lang="EN-US">Maurizio Sajeva<br />
University of Turku<br />
Finland Futures Research Centre<br />
Pinninkatu 47, 3rd floor<br />
FI-33100 TAMPERE (FINLAND)</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/242/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=242&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il favoloso mondo della &#8220;riforma Gelmini&#8221;: insegnamento vs. didattica</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 00:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[La cosiddetta “riforma Gelmini” &#8216;è diventata legge. Nei due post precedenti ho messo in risalto l’assurda discriminante di censo introdotta per stipulare contratti di insegnamento universitario. Nella fase conclusiva dell’iter abbiamo dovuto&#160; assistere ancora a scene difficilmente digeribili: - in una delle ultime sedute, il 21 dicembre, la vicepresidente del senato perdeva la bussola e, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=239&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La cosiddetta “riforma Gelmini” &#8216;è diventata legge. Nei due post precedenti ho messo in risalto l’assurda discriminante di censo introdotta per stipulare contratti di insegnamento universitario. Nella fase conclusiva dell’iter abbiamo dovuto&#160; assistere ancora a scene difficilmente digeribili: </p>
<p>- in una delle ultime sedute, il 21 dicembre, la vicepresidente del senato perdeva la bussola e, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JNypLTVECjM&amp;feature=related">al galoppo</a>, dichiarava approvati una serie di emendamenti&#160; presentati dalle opposizioni (in questo caso il DDL sarebbe tornato alla Camera, dove notoriamente il Governo non ha una maggioranza). </p>
<p>- il Partito Democratico decideva di non “affondare” sulla questione, e incredibilmente mollava la presa dopo aver visto che una opposizione dura riusciva a gettare scompiglio nella maggioranza. Arrivati al fatidico 23 dicembre, la capogruppo del PD Finocchiaro offriva una conclusione dell’iter in discesa per la maggioranza in cambio del più classico piatto di lenticchie: le dichiarazioni di voto in diretta nella fascia pomeridiana… La maggioranza in aula ricambiava con insulti vari.&#160; Riportava il quotidiano Il Manifesto: </p>
<blockquote><p align="justify">«Abbiamo dimostrato &#8211; ha spiegato la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro &#8211; che potevamo impantanarli e li abbiamo impantanati. Abbiamo ottenuto 24 ore in più per potere illustrare le nostre posizioni e abbiamo ottenuto la ripresa in diretta delle dichiarazioni di voto». In tempi di cesarismo allo stadio terminale persino una discussione accademica in tv è una soddisfazione.      <br />Su queste, e altre dichiarazioni surreali, resta però un mistero. Cosa è davvero accaduto durante le due ore di interruzione dei lavori al Senato tre giorni fa? Il Pd avrebbe potuto serenamente guardare i filmati su YouTube, verificare l’approvazione di 4 emendamenti e chiedere il rinvio del Ddl alla Camera o, in punta di regolamento, spostare la discussione al 24 dicembre. Sarebbe stato più utile rovinarsi la vigilia piuttosto che rifare in diretta la storia del 68 dimostrando a Mariastella Gelmini che anche lei gli deve qualcosa in quanto «giovane ministro donna».</p>
</blockquote>
<p align="justify"><strong><font color="#ff0000">(Sempreché, beninteso, si voglia fare vera opposizione.) </font></strong></p>
<p>- Dulcis in fundo, arrivava il 30 dicembre la promulgazione della legge da parte del Presidente Napolitano. Accompagnava l’atto una nota nella quale la massima autorità del Paese muoveva al testo alcuni <a href="http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_30/napolitano-osservazioni-testo-integrale_a1d37c06-1430-11e0-96ea-00144f02aabc.shtml">rilievi di costituzionalità</a>, tra cui la questione, sollevata in questo blog e da pochissimi altri: <em>Inoltre l&#8217;art. 23, nel disciplinare i contratti per attività di insegnamento, appare di dubbia ragionevolezza nella parte in cui aggiunge una limitazione oggettiva riferita al reddito ai requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale</em>.&quot;</p>
<p>- Plauso di maggioranza e opposizione per l’equilibrio e la saggezza del Capo dello Stato. Il cittadino medio però avrebbe potuto chiedersi perché il supremo garante della Costituzione non rinviava semplicemente alle camere il testo? </p>
<p>- A cose fatte, siamo stati costretti poi ad assistere a una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zQ3c-N-sm08">performance inqualificabile</a> del ministro Gelmini in televisione (questa volta il tema era la legge sul&#160; “legittimo impedimento”): un misto di superficialità, ignoranza, arroganza, e pura e semplice maleducazione. Le generazioni future stenteranno a credere che questa persona è stata ministro dell’istruzione, università e ricerca. </p>
<p align="center">&#8212;</p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Torniamo ora al tema che ho affrontato nelle settimane passate</strong>. </font></p>
<p align="justify"> Nei prossimi mesi governo, ministro e atenei saranno chiamati a scrivere una serie di norme secondarie, riformare regolamenti e statuti, per “armonizzarli” con la legge. Ma governo e maggioranza – ammesso che continuino ad esistere – dovranno intervenire anche sul famigerato articolo 23 e seguire le indicazioni del Quirinale. </p>
<p>Ora, il problema della discriminante di censo per i contratti di insegnamento è intricato: il primo comma dell’art. 23 prevede la famosa soglia minima dei 40.000 euro annui per i lavoratori autonomi titolari di contratto di insegnamento a titolo oneroso o gratuito. Il primo comma parla esplicitamente di contratti “per attività di insegnamento”. Il secondo è più generico: prevede “contratti a titolo oneroso [quindi non gratuiti]&#160; per far fronte a specifiche esigenze didattiche, anche integrative.” </p>
<p>Evidentemente i due commi disciplinano situazioni differenti. Ma in cosa si differenzierebbero? Chi ha proposto il limite minimo dei 40.000 euro di reddito per i lavoratori autonomi l’ha immaginata come norma di salvaguardia: esperti e professionisti affermati potranno insegnare anche senza compenso (comma 1),&#160; i precari invece andranno solo contratti retribuiti (comma 2)….&#160; </p>
<p align="justify">Il problema di cui a mio avviso il legislatore non si è&#160; reso conto è il <strong>rapporto tra “insegnamento” e “didattica”.</strong> Il termine “insegnamento” indica un corso curricolare, che comporta un numero di ore di didattica frontale proporzionale ai crediti formativi riconosciuti. Il contratto di insegnamento affida la titolarità del corso a un docente preciso per quella materia, che diviene anche il presidente della commissione del relativo esame. </p>
<p align="justify">Le “specifiche esigenze didattiche” del secondo comma dell’art. 23 possono essere invece molte e diverse: dell’insieme delle “specifiche esigenze didattiche” fa parte anche l’”insegnamento”. Un corso di laurea può avere bisogno del titolare di un laboratorio, un formatore, un tutor, ecc., e può anche avere bisogno di un docente per un insegnamento curricolare &#8211; anche questa è una “specifica esigenza didattica”. Ma si tratta proprio della categoria che viene disciplinata dal primo comma. (In caso contrario si sarebbe dovuto scrivere “Anche in deroga a quanto previsto dal comma 1., per specifiche esigenze didattiche” ecc. ecc.).</p>
<p align="justify">A mio avviso il testo dell’art. 23 può essere inteso quindi soltanto in una maniera. Mentre l’insieme delle esigenze didattiche <strong>TRANNE</strong> l’insegnamento può essere coperto da contratti retribuiti con personale adeguatamente qualificato, per tenere contratti annuali di insegnamento occorre che i titolari siano altamente qualificati (e che significa questo? chi decide cosa significa?) , lavoratori dipendenti, pensionati, o autonomi percettori di un reddito di più di 40.000 euro. Laboratori, corsi integrativi , tutoraggio continueranno come prima, con la differenza che dovranno essere per forza retribuiti (ma forse continueranno i contratti per cifre irrisorie, da un euro in su?). Il problema è l’affidamento di contratti di insegnamento curricolari – che dal punto di vista dell’esperienza e del prestigio sono ovviamente i più interessanti.</p>
<p align="justify">Chiaro che tutto si può interpretare, e siamo abituati a stravolgimenti delle leggi con norme regolamentari. Tuttavia in definitiva, magari l’intenzione di chi ha proposto l’emendamento dei 40.000 euro era di dare spazio al contributo di figure qualificatissime, e ricche (vorrei vederli, alle prese con 60 ore di corso e 4-5 appelli nell’arco di un anno, senza contare il ricevimento!); ma sta di fatto che, per come è scritto il DDL adesso, e a meno di interpretazioni creative della norma,&#160; i precari universitari percettori di basso reddito non potranno tenere insegnamenti curricolari annuali. </p>
<p align="justify">Una <strong>soluzione</strong> potrebbe consistere nel distinguere contratti di insegnamento <em>annuali </em>gratuiti o a pagamento per dipendenti, pensionati&#160; e ricchi profssionisti; e contratti di insegnamento <em>semestrali o biennali </em>– sempre a pagamento – per i precari accademici. La pezza chiuderebbe il buco della preclusione all’insegnamento con titolarità da parte dei precari accademici. ma pur sempre di pezza si tratta, e persone altamente qualificate dovranno sottostare a un contratto evidentemente meno prestigioso (altrimenti perché la distinzione?) semplicemente per una differenza di reddito. Senza contare che in ogni caso il ciclo di esami relativo a un insegnamento copre l’intero anno accademico (gli studenti di un corso che finisce a maggio possono sostenere in genere l’esame fino a febbraio o aprile dell’anno successivo).</p>
<p align="justify">Tra non molto dovranno essere definiti per ogni corso di laurea gli insegnamenti per il <strong>prossimo anno accademico</strong>, e le facoltà dovranno emanare i relativi bandi per gli insegnamenti da tenere a contratto. Vedremo come verrà applicata la “riforma”, per questo specifico problema. Non invidio presidenti di corsi di laurea e presidi di facoltà: immagino che un gran numero di insegnamenti (di solito i più interessanti, innovativi, rilevanti per la pratica) semplicemente scompariranno: un altro passo verso un’università ottocentesca.</p>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>40.000 euro per poter insegnare: perch&#233; &#232; una norma insensata.</title>
		<link>http://giovanniscotto.wordpress.com/2010/12/11/40-000-euro-per-poter-insegnare-perch-una-norma-insensata/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 23:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel post precedente ho parlato di un dettaglio contenuto nel DDL di riforma dell’università (la cd. Riforma Gelmini): l’art. 23 che disciplina i contratti per attività di insegnamento stabilisce al primo comma che possono ottenere un contratto solo i lavoratori dipendenti (purché non dipendenti dell’Ateneo che offre il contratto! Sul punto ritorneremo), i pensionati e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=234&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <a href="http://giovanniscotto.wordpress.com/2010/12/07/sei-povero-allora-non-puoi-insegnare-una-chicca-ingiustamente-dimenticata-della-riforma-gelmini/">post precedente</a> ho parlato di un dettaglio contenuto nel DDL di riforma dell’università (la cd. Riforma Gelmini): l’art. 23 che disciplina i contratti per attività di insegnamento stabilisce al primo comma che possono ottenere un contratto solo i lavoratori dipendenti (purché non dipendenti dell’Ateneo che offre il contratto! Sul punto ritorneremo), i pensionati e i “liberi professionisti con un reddito annuale superiore ai 40.000 euro” (1. comma).</p>
<p>Si tratta di una norma insensata, e discriminatoria. contraria agli scopi dichiarati della legge. Una regola controproducente e probabilmente incostituzionale.</p>
<p>E’ <strong><span style="color:#ff0000;">illogica</span></strong>, perché stabilisce un limite arbitrario. poniamo che Pinco nell’anno 2010 abbia guadagnato 39.500 euro, e Pallino 40.100: nel 2011 solo Pinco avrà la possibilità di ottenere un contratto di insegnamento, Pallino no. L’anno successivo le cose potrebbero capovolgersi. Che senso ha per la selezione del collaboratore migliore?</p>
<p>E’ <span style="color:#ff0000;"><strong>discriminatoria</strong></span> verso i milioni di liberi professionisti , in particolare più giovani, che 40.000 euro all’anno non li guadagnano (e probabilmente non li guadagneranno mai). Avvocati, medici, ingegneri affermati, potranno arrivare a queste cifre: scrittori, artisti, tecnici informatici, giornalisti, studiosi giovani certamente no. Tra l’altro stando alla lettera della legge i parasubordinati (con contratto co.co.pro), o chi svolge attività di tipo occasionale,  ma anche chi vive di borse di studio (ad es. di una fondazione privata o di un paese estero) non potrebbero insegnare neppure se guadagnassero più di 40.000 euro. Si tratta della stragrande maggioranza dei precari intellettuali in Italia, a cui sarà preclusa la possibilità di ottenere contratti di docenza. Ma anche docenti stranieri che non siano “di chiara fama” (per i quali il DDL prevede un trattamento apposito , ad esempio ricercatori con borse post-doc, o titolari di borse di ricerca, non potrebbero ottenere contratti di insegnamento.</p>
<p>Ma la regola è anche <strong><span style="color:#ff0000;">controproducente</span></strong>. Nel 2008 (dati riportati da Repubblica in questo <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/06/13/news/class_action_universit-4621493/">articolo</a>) i docenti a contratto negli atenei italiani erano circa 49.000,a fronte di 37.000 tra ordinari e associati. La grande maggioranza di queste persone senz’altro fa parte della variegata categoria dei precari accademici. Gli atenei hanno fatto un ricorso massiccio a queste figure, perché –anche quando i contratti vengono retribuiti – queste figure hanno un costo e una flessibilità di creazione incomparabili rispetto agli strutturati. Ora ricordiamo che: ; le norme relative al blocco del turnover decise da governo e maggioranza nel 2009 continuano a essere in vigore; i concorsi sono bloccati da due anni e lo rimarranno fino all’adozione dei decreti attuativi; nei prossimi anni ci sarà un’ondata di pensionamenti. Diminuendo il numero di docenti a contratto, ci saranno sempre meno docenti a fare lezione. Le conseguenza: meno offerta formativa, meno qualità, e in definitiva il ritorno a un’università ottocentesca.</p>
<p>La “norma dei 40.000 euro” è anche in contrasto con alcuni degli scopi dichiarati della riforma: toglierà spazio ai giovani, non darà la possibiltà di verificare l’effettiva competenza e capacità didattica. (C’è da aggiungere che purtroppo quello dell’insegnamento è un aspetto generalmente poco considerato del mestiere accademico: come se fare buona ricerca o sapere tante cose fosse di per sé una garanzia per una buona capacità di insegnare.) Si sarebbero potuti predisporre invece meccanismi di valutazione dei docenti a contratto da usare come elemento nella valutazione complessiva delle capacità dei candidati nei concorsi.</p>
<p>Infine, e non è cosa da poco: la norma mi sembra palesemente <strong><span style="color:#ff0000;">incostituzionale</span></strong>. L’attività scientifica e l’insegnamento sono liberi (art. 33) – e questa libertà non può essere limitata da differenze di censo;  tutti i cittadini sono uguali e la Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli all’uguaglianza effettiva (art. 3) – non a premiare chi è economicamente avvantaggiato; le amministrazioni pubbliche sono tenute a selezionare chi lavora per loro scegliendo le persone più qualificate (art. 97) – non le più ricche!</p>
<p>I contratti di insegnamento sono importanti perché permettono di <strong><span style="color:#ff0000;">estendere l’offerta formativa</span></strong>; far entrare persone con <strong><span style="color:#ff0000;">esperienze professionali diverse</span></strong> dalla pura carriera accademica (nella laurea sulla pace sono stati docenti a contratto molti esperti con lunga esperienza sul campo);  sperimentare<span style="color:#ff0000;"> </span><strong><span style="color:#ff0000;">insegnamenti innovativi</span> </strong>(a Firenze abbiamo avuto per diversi anni “Storia e tecniche della nonviolenza”); far fare importanti <strong><span style="color:#ff0000;">esperienze didattiche a giovani studiosi</span></strong>. La nuova norma limiterà la possibilità di insegnare a pensionati, persone che hanno un lavoro dipendente, e professionisti ricchi e anziani. Una perdita secca. Per tutti.</p>
<p>Come mai sui media nessuno ne abbia parlato, rimane per me francamente un mistero.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/234/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/234/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=234&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sei povero? Allora non puoi insegnare. Una chicca ingiustamente dimenticata della &#8220;Riforma Gelmini&#8221;.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 13:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Da alcune settimane si è riaccesa la protesta contro il disegno di legge di riforma dell’università, la cosiddetta “Riforma Gelmini”. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera, ma la sua discussione al Senato è slittata a dopo il 14 dicembre: è ragionevole supporre che, se il governo verrà sfiduciato, naufragherà il ddl di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=233&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcune settimane si è riaccesa la <strong><font color="#ff0000">protesta</font></strong> contro il disegno di legge di riforma dell’università, la cosiddetta “Riforma Gelmini”. Il disegno di legge è stato approvato dalla Camera, ma la sua discussione al Senato è slittata a dopo il 14 dicembre: è ragionevole supporre che, se il governo verrà sfiduciato, naufragherà il ddl di riforma, almeno in questa versione. </p>
<p>Non è facile leggerlo, il disegno di legge. Interviene su aspetti molto diversi del sistema universitario, senza che sia individuabile un’intenzione riformatrice coerente (a questo, ahimé, il legislatore italiano ci ha abituati). Ed è scritto in uno stile ridondante che ne rende più difficile la comprensione.&#160; </p>
<p>Sarà per queste ragioni che alcuni aspetti innovativi del provvedimento sono stati ingiustamente dimenticati nella discussione pubblica, dove pure sono state espresse numerose e ben argomentate critiche. Ai lettori di questo blog vorrei pertanto offrire uno spunto informativo che, nella discussione sui giornali e in tv, non hanno forse ancora potuto apprezzare. </p>
<p>Si tratta dell’articolo 23, che disciplina i contratti per le attività di insegnamento universitario. E’ un articolo importante, in quanto gran parte del lavoro di didattica è oggi affidato a personale “non strutturato” (cioè senza contratto a tempo indeterminato come ricercatore o professore).</p>
<p>“Le università… possono stipulare contratti a titolo gratuito o oneroso…per attività di insegnamento al fine di avvalersi della collaborazione di esperti di alta qualificazione in possesso di un significativo curriculum scientifico o professionale, che siano dipendenti da altre amministrazioni, enti o imprese, ovvero titolari di pensione, ovvero lavoratori autonomi <strong><font color="#ff0000">in possesso di un reddito annuo non inferiore a 40.000 euro</font></strong>”.</p>
<p>Ecco, noi questa discriminante di censo per ottenere contratti di insegnamento ancora non l’avevamo sentita, e immaginiamo che non abbia uguali (per lo meno non conosciamo altri esempi) nella comunità internazionale. Forse facciamo male a continuare a stupirci, ma questa ci sembra proprio un’enormità: <font color="#ff0000"><strong>Sei povero? Allora non puoi insegnare</strong>.</font> Notate anche che per i collaboratori parasubordinati (“co.co.co”, o “co.co.pro.”), che formano una gran parte del precariato intellettuale, la possibilità di affidare contratti semplicemente non è prevista.<font color="#ff0000">&#160;<strong>Sei precario? Non ti vogliamo (anche se per assurdo guadagnassi tanto)</strong>.</font></p>
<p>Ci sarà tempo e modo di discutere la questione dei contratti di insegnamento all’università, del loro uso e abuso nel sistema odierno. Per adesso segnaliamo l’enormità della disposizione contenuta nell’articolo 23. Già solo per questo, il Senato dovrebbe correggere il ddl, e rimandarlo alla Camera. Le opposizioni farebbero bene a chiedere conto di questa e di altre inaccettabili norme della “riforma”, e mettere fine all’iter di un provvedimento dai limiti così evidenti. Ah, sì, le opposizioni…!</p>
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		<title>Una storia finisce, una storia comincia&#8230;.</title>
		<link>http://giovanniscotto.wordpress.com/2010/11/05/una-storia-finisce-una-storia-comincia/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 21:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho iniziato questo blog in un periodo di grande incertezza personale e professionale. L&#8217;ho usato per testimoniare di una situazione lavorativa nell&#8217;università italiana che mi sembrava riunire tante storture e miopie del sistema. Per molti mesi non ho più aggiornato la pagina, preso dai mille impegni del precariato accademico, e soprattutto dal lavoro che ogni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=208&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho iniziato questo blog in un periodo di grande incertezza personale e professionale. L&#8217;ho usato per testimoniare di una situazione lavorativa nell&#8217;università italiana che mi sembrava riunire tante storture e miopie del sistema.</p>
<p>Per molti mesi non ho più aggiornato la pagina, preso dai mille impegni del precariato accademico, e soprattutto dal lavoro che ogni paio di settimane mi portava a Bradford.</p>
<p>Per fortuna, questa fase si  è chiusa: per una serie di circostanze favorevoli , il 1. dicembre prenderò finalmente servizio a tempo indeterminato all&#8217;Università di Firenze. Ho dovuto attendere la venuta di un nuovo rettore, la correzione di uno sbaglio nel calcolo dei parametri che permettono alle università di assumere, e altre amenità del genere.</p>
<p>Il blog kafka@unifi.it , nella forma che aveva preso negli anni 2008 &#8211; 2009, finisce qui. Poiché l&#8217;università italiana continua ad attraversare un periodo travagliato, i testi degli scorsi due anni rimarranno accessibili. Spero in futuro di rilanciare una presenza sui temi di cui mi interesso in ambito universitario: i conflitti micro- e macrosociali, la loro trasformazione pacifica, la nonviolenza. Le mie note a eventi politici, che avevo scritto con una certa assiduità nel 2009, continueranno sporadiche.</p>
<p>Grazie a tutte/i coloro che mi hanno seguito, in particolare ai miei studenti e colleghi che nel periodo acuto della crisi hanno preso la parola per sostenermi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/208/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=208&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per non dimenticare: Storia di 16 anni di gestione straordinaria dei rifiuti in Campania</title>
		<link>http://giovanniscotto.wordpress.com/2010/01/14/per-non-dimenticare-storia-di-16-anni-di-gestione-straordinaria-dei-rifiuti-in-campania/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’Associazione Marco Mascagna di Napoli ricevo e volentieri diffondo. GS Il primo gennaio 2010, dopo quasi 16 anni, è finita la gestione straordinaria dei rifiuti in Campania. Crediamo che sia il caso di ripercorrere in estrema sintesi questa sconcertante storia, anche perché stampa e TV hanno, quasi sempre, disinformato più che informato. 1997. La Giunta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=206&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b></b></p>
<p><strong>Dall’Associazione Marco Mascagna di Napoli ricevo e volentieri diffondo. </strong></p>
<p><strong>GS</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p>Il primo gennaio 2010, dopo quasi 16 anni, è finita la gestione straordinaria dei rifiuti in Campania. Crediamo che sia il caso di ripercorrere in estrema sintesi questa sconcertante storia, anche perché stampa e TV hanno, quasi sempre, disinformato più che informato.</p>
<p><b>1997</b>. La Giunta Regionale di destra, presieduta dal Commissario straordinario all’emergenza rifiuti <b>Rastrelli, vara il Piano Rifiuti</b> che prevede 7 impianti CDR, cioè gli impianti che separano la parte più calorica dei rifiuti (plastica, carta, legno ecc.), pari a circa il 35%, da quella poco calorica (residui alimentari, metalli, sabbia ecc.), pari a circa il 65%. E’ prevista inoltre la costruzione di due megainceneritori con la capacità di bruciare il 65% dei rifiuti prodotti in Campania. Gli impianti CDR hanno invece la capacità di trattare 2.5 milioni di tonnellate di rifiuti (all’epoca nella regione si producevano 2,45 tonnellate). Basta considerare questi dati per capire che il piano non rispetta la legge europea e nazionale che prescrive che bisogna privilegiare la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata (obiettivo minimo 35%), il recupero, il riciclaggio, il compostaggio (trasformazione dei rifiuti umidi in concime) mentre l’incenerimento e la discarica devono essere scelte residuali. </p>
<p><b>1999</b>. La Giunta Regionale, presieduta dal Commissario straordinario <b>Losco, affida la costruzione degli inceneritori e degli impianti CDR alla FIBE</b> (gruppo Impregilo), preferendo la sua proposta perché il costo era più vantaggioso e i tempi di realizzazione brevi (1 anno), anche se la Commissione Tecnica dà un punteggio di 4,2 alla proposta FIBE e un punteggio 8,6 alla proposta concorrente della Foster Wheeller (con tempi di realizzazione di 1 anno e mezzo). Anche tale scelta è contraria alla normativa italiana che prescrive che il criterio preminente di aggiudicazione deve essere quello della migliore tecnologia. </p>
<p><b>2000-2004</b> Il presidente/commissario straordinario <b>Bassolino, firma il contratto con la FIBE</b> (al processo dichiarerà di non averlo letto!). <b>Nel contratto firmato sono sparite due clausole</b>, indicate nella gara: quella che impegna l’impresa vincitrice a <b>smaltire a proprie spese, in impianti già esistenti, il CDR prodotto prima dell&#8217;entrata in funzione dell&#8217;inceneritore</b>, e la clausola che stabiliva <b>l&#8217;erogazione dei CIP6 solo sul CDR prodotto con al massimo metà dei rifiuti urbani conferiti</b>. I CIP 6 sono finanziamenti a fondo perduto, prelevati da una sovrattassa sulla bolletta dell’energia elettrica e dati ai produttori di energie rinnovabili. Ma in Italia (e solo in Italia) l’incenerimento dei rifiuti viene considerato un’energia rinnovabile, e così alle vere energie rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico) va solo il 9% di tutte le somme raccolte.</p>
<p>I <b>sette impianti per la produzione di CDR</b> vengono costruiti e superano il collaudo nonostante le opere realizzate non corrispondano ai progetti presentati in sede di gara. <b>Nessuno di questi impianti, infatti, sarà mai in grado di produrre vero CDR</b>: produrranno invece ecoballe, cioè spazzatura tritata e impacchettata (ben 6 milioni di ecoballe). Ma le ecoballe, grazie alla sparizione delle 2 clausole sopradette, per la FIBE sono oro, perché quando saranno bruciate incasserà CIP6 (circa 60 euro per ogni tonnellata bruciata).</p>
<p>Grazie alle modifiche introdotte nel contratto, la FIBE può stoccare il “CDR” (in realtà rifiuti tritati e impacchettati) in siti di stoccaggio provvisorio. I siti di stoccaggio finiscono quindi per funzionare come discariche, anche se non ne hanno le caratteristiche. <b>Nel 2004 la Magistratura scopre l´imbroglio delle ecoballe</b> e li mette sotto sequestro. <b>Le ecoballe non valgono più niente</b>, perché non sono idonee ad essere bruciate. La FIBE rischia di fallire.</p>
<p>Frattanto la costruzione dell’inceneritore avviene con enorme ritardo, dovuto ai seguenti fatti:</p>
<p>- conteziosi relativi al sito scelto dalla FIBE (senza alcuna valutazione di impatto, grazie alla deroga del Governo);</p>
<p>- errori di progettazione dell’impianto e conseguenti modifiche al progetto in corso d’opera;</p>
<p>- mancato pagamento da parte della FIBE delle imprese costruttrici in subappalto;</p>
<p>- proteste da parte della popolazione, dei movimenti antiinceneritore, di partiti politici (Verdi, RC) e di esponenti locali e nazionali di partiti politici (di Destra, Centro e Sinistra);</p>
<p>- sequestro da parte della magistratura.</p>
<p>Intanto non vengono costruiti impianti di compostaggio, né attuati provvedimenti per ridurre la produzione dei rifiuti, ne viene organizzata (tranne in pochi Comuni) una raccolta differenziata seria, malgrado consulenti, pagati profumatamente, abbiano prodotto piani e raccomandazioni molto dettagliati</p>
<p><b>2005-2008</b>. Il governo decide, finalmente, di rescindere il contratto con la FIBE. Nel 2006 un’<b>ordinanza del Presidente del Consiglio Prodi declassa gli impianti CDR a tritovagliatori</b> (semplici impachettatori di rifiuti tritati) <b>e il presunto CDR ad ecoballa non bruciabile, quindi priva di valore economico. </b><b>Per la FIBE e per l’incenerimento in Campania le cose si sono messe veramente male.</b> Ma le gare per affidare ad altra società gli impianti vanno deserte. Inoltre si susseguono crisi con i rifiuti per strada e cassonetti bruciati, e i Commissari che si susseguono (Catenacci, Bertolaso, Pansa, De Gennaro) e un ampio fronte di politici, giornalisti e “esperti” danno la colpa di tutto ciò alla mancata entrata in funzione dell’inceneritore, agli ambientalisti che vi si oppongono e alla mancanza di discariche. <b>Non si dice che in alcune province italiane</b> (ad esempio Vicenza, consorzio Priula), <b>grazie alla raccolta porta a porta, agli impianti di compostaggio e a quelli di deselezione/inertizzazione spinta</b> (che recuperano dalla frazione indifferenziata dei rifiuti plastica, cellulosa e metalli e trasformano il residuo umido in compost e quello secco in materiale inerte da utilizzare nell’edilizia) <b>si riesce a gestire l’intero ciclo dei rifiuti senza incenerimento e discariche</b>; né si dice che il porta a porta è economicamente più conveniente (costo netto tra i 57-60 euro/ab contro i 57-70 euro/ab della raccolta con cassonetti), né che in Germania e Austria la quota di rifiuti bruciata è meno del 16%, e nemmeno si dice che riciclando 1 Kg di plastica si risparmiano 64MJ di energia, bruciandolo si producono 8,371 MJ. Si sostiene invece che è impossibile fare il porta a porta e che i Campani sono “antropologicamente inadatti”, <b>non si costruiscono impianti di compostaggio</b>, anzi i pochi presenti vengono trasformati per decreto in discariche per raccogliere i rifiuti presenti nelle strade, <b>né si prendono provvedimenti per trasformare i 7 impianti produttori di ecoballe in veri impianti CDR o, meglio ancora in impianti di deselezione/inertizzazione spinta</b>, eppure il costo di tale trasformazione non è alto (circa 10 milioni di euro ad impianto, un ottavo di quanto costa in un mese il Commissariato Rifiuti).</p>
<p>La magistratura inquisisce politici, commissari, sottocommissari, dirigenti e funzionari della FIBE e del Commissariato, consulenti.</p>
<p>Nel dicembre 2006 nella finanziaria si aboliscono i CIP6 agli inceneritori, ma qualche giorno dopo ci si accorge che il testo definitivo votato non contiene più l’emendamento approvato. Prodi promette che sarà introdotto nella finanziaria del prossimo anno (e così avverrà). </p>
<p>A maggio 2007 il Governo vara l’ennesimo decreto per l’apertura di nuove discariche (Savignano, S Arcangelo Trimonte, Serre, Terzigno), convertito in legge nel settembre 2007. A dicembre, pochi giorni prima di lasciare l’incarico, il Commissario ai rifiuti Pansa decide che la discarica di Pianura deve essere riaperta (senza alcuno studio o parere tecnico in proposito). Scoppia la rivolta dei pianuresi. I rifiuti si accumulano per le strade con il solito corteo di cassonetti incendiati, dichiarazioni sulla necessità di inceneritori, accuse agli ambientalisti. Questa ennesima crisi, la più grave, sblocca la drammatica situazione della FIBE e dà nuovamente un futuro all’incenerimento. <b>Il Presidente del Consiglio Prodi</b>, dimissionario, con una ordinanza del febbraio 2008 <b>reintroduce gli incentivi CIP6 agli inceneritori</b> <b>campani e autorizza la combustione delle ecoballe</b> campane in quegli stessi impianti. <b>Le milioni di ecoballe, da problema da risolvere a costi elevati, ridiventano oro per la FIBE</b>. Ma sembra che l´ordinanza non sia legittima e quindi impugnabile.</p>
<p>Il Commissario De Gennaro dispone la costruzione di una discarica a Chiaiano nel Parco delle Colline Napoletane (in deroga alla legge che vieta l’apertura di discariche in parchi e riserve).</p>
<p><b>Dal maggio 2008 a oggi.</b> Giugno 2008: <b>il Governo Berlusconi approva il decreto rifiuti che deroga a 47 leggi nazionali</b> (molte di esse sono recepimenti di normative europee). <b>I 7 impianti CDR/ecoballe sono ribattezzati STIR (cioè impianti che tritano e impacchettano i rifiuti): quello che era un imbroglio diventa legale</b>. <b>I rifiuti indifferenziati e anche quelli pericolosi possono e sono smaltiti in discariche </b>(anche se la UE lo vieta),<b> si decide di costruire 4 inceneritori</b> <b>capaci di bruciare oltre l`80% dei rifiuti prodotti attualmente in Campania </b>(anche se la UE e la normativa italiana prescrivono che l’incenerimento deve essere una modalità di smaltimento residuale e le nuove normative fissano a 65% la percentuale minima di rifiuti da raccogliere in maniera differenziata), <b>sono definitivamente ripristinati i CIP6</b> per gli inceneritori campani (vietati dalla UE), <b>è possibile bruciare rifiuti indifferenziati</b> (il tal quale) negli inceneritori (vietato dalla UE). Il decreto, al contrario dell’ordinanza, non sembra impugnabile. <b>La FIBE è salva</b>. L’incenerimento riparte alla grande e infatti questa volta la gara non va deserta e vince la A2A di Moratti.</p>
<p><b>La UE mette sull’avviso l’Italia</b>: “<b>Le autorità italiane devono rispettare la legislazione comunitaria in materia ambientale</b>. La normativa comunitaria in materia ambientale stabilisce un quadro per la tutela della salute umana e dell&#8217;ambiente. Sarebbe paradossale se, per affrontare rischi di carattere sanitario a breve termine, fossero nuovamente messi in pericolo la salute umana e l&#8217;ambiente” (Commissione Europea 17/6/08). <b>Questo significa che tra qualche anno ci saranno comminate delle pesanti multe dalla UE, </b>come già successo per il conferimento di rifiuti indifferenziati in discarica deciso dal Governo Berlusconi nel 2003.<b> </b></p>
<p><b>Nel frattempo le discariche di Savignano e di S Arcangelo Trimonte, decise dal Governo Prodi nel 2007, sono pronte (giugno 2008) e raccolgono i rifiuti ancora presenti nelle strade</b>, che ritornano sgombere. Per i cittadini poco informati è tutto merito di Berlusconi.</p>
<p>Per garantirsi un futuro senza rifiuti nelle strade si decide di costruire altre discariche, Chiaiano, Terzigno (nel Parco del Vesuvio) e San Tammaro Maruzzella: apriranno dopo un anno. Per costruirle si è derogato a leggi, usato l’esercito, caricato i manifestanti. <b>Anche quest’ultima gestione commissariale è totalmente assente sul versante impianti di compostaggio e impianti di deselezione</b> spinti: non ne sarà costruito o anche solo deliberato neanche uno. Unica nota positiva è la minaccia di scioglimento dei Consigli Comunali di quei Comuni che non faranno la raccolta differenziata. Un po’ per questo e un poco per la pressione dell’opinione pubblica più accorta finalmente <b>si avvia in molte realtà la raccolta porta a porta, che subito raggiunge percentuali superiori al 70%.</b> Ma l’assenza di impianti di compostaggio costringe i Comuni a spendere ingenti somme per portare la frazione umida raccolta in altre regioni.</p>
<p><b>Il decreto Berlusconi istituisce anche la superprocura per le indagini sui rifiuti e il reato di deposito illegale di rifiuti</b>. Per organizzare la superprocura e portare tutti i fascicoli a Napoli si impiegheranno vari mesi, quando finalmente questo organismo può funzionare sarà ingolfato da centinaia di pratiche riguardanti il nuovo reato. Il 31 dicembre 2009 la superprocura viene sciolta e tutti i fascicoli devono ritornare nelle varie procure sparse per la regione. <b>Un ottimo sistema per bloccare le indagini sul grande traffico di rifiuti tossici e sull’intreccio rifiuti/affari/politica</b> per almeno 2-3 anni.</p>
<p><b>Si susseguono le balle</b>: Berlusconi afferma che l’inceneritore di Acerra inquina come 3 auto di media cilindrata (nella migliore delle ipotesi inquina come 120.000 auto). Berlusconi e Bertolaso affermano più volte che l’impianto funziona a pieno regime (a tutt’oggi è ancora in collaudo e, stando ai dati dello stesso Commissariato, ha funzionato solo in alcuni periodi e non con tutti i forni); Bertolaso afferma che, grazie a lui, la Campania dispone di una disponibilità di siti di stoccaggio di 8,792 milioni di tonnellate (ma, stando ai dati dello stesso Commissariato, la disponibilità è di 2,930 milioni di T) e che la sua gestione è costata solo 360 milioni di euro (sic!), (ma, dai dati ufficiali, ammonta almeno a 406 milioni di euro). </p>
<p><b>La centralina per il controllo dell’inquinamento atmosferico</b> ambientale posto non molto distante dall’inceneritore di <b>Acerra registra 125 superamenti</b> dei limiti di legge degli inquinanti: il numero massimo di superamenti tollerati dalla normativa è di 35 in un anno. Cosa succederà quando l’inceneritore funzionerà veramente a pieno carico?</p>
<p><b>2010. </b>Finisce la gestione commissariale con una sorpresa: la TARSU non sarà più versata ai Comuni ma alle Province. Con quali soldi i Comuni gestiranno lo spazzamento, il prelievo e la raccolta differenziata dei rifiuti? Con quali soldi pagheranno le lunghe trasferte dei rifiuti verso gli impianti di compostaggio. </p>
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	</item>
		<item>
		<title>Popolo viola: attenzione a come fare le cose!</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La manifestazione del 5 dicembre 2009 per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stata una delle poche importanti novità positive nel panorama politico e sociale del nostro paese.  (L&#8217;altra è la nascita del quotidiano indipendente Il Fatto) . IL movimento del &#8220;popolo viola&#8221;, sperabilmente, potrà costituire uno dei semi per il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=197&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->La manifestazione del 5 dicembre 2009 per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stata una delle poche importanti novità positive nel panorama politico e sociale del nostro paese.  (L&#8217;altra è la nascita del quotidiano indipendente Il Fatto) . IL movimento del &#8220;popolo viola&#8221;, sperabilmente, potrà costituire uno dei semi per il cambiamento della direzione in cui va l&#8217;Italia, cambiamento atteso e necessario. E&#8217; importante però non solo dare continuità a un impegno, ma anche provare a innovare il &#8220;come &#8221; le cose vanno fatte, imparando dai movimenti collettivi simili che lo hanno preceduto. In particolare vanno evitate a mio avviso le manipolazioni e l&#8217;assemblearismo fine a se stesso.</p>
<p>Questa è una lettera che ho inviato ai promotori del &#8220;popolo viola&#8221;:</p>
<p><em>Pur non avendo partecipato alla manifestazione del 5.12, condivido in pieno obiettivi, natura e modalità del movimento del “popolo viola”. Professionalmente ho lavorato all&#8217;università di firenze e come formatore alla gestione costruttiva dei conflitti. Tra le altre cose mi sono interessato di processi partecipativi e ho sperimentato un po&#8217; lo strumento dell&#8217;open space technology”. Trovate qui <a href="http://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;ved=0CAoQFjAA&amp;url=http%3A%2F%2Fdb.formez.it%2Fguideutili.nsf%2F20c63aa0efc150bdc12570bd002a765c%2Ffa90c2a137b2e79bc12570bc0037c18c%2FTesto%2FM2%2FOwen%252520H._Open%252520Space%252520Technology_Breve%252520guida.pdf%3FOpenElement&amp;ei=4yJGS-LEEseM_Aa-sdGiAg&amp;usg=AFQjCNGw7VxpnkaW0p3zignt99v1bMP_RA&amp;sig2=8sen2InHJvW8OkTLUxekzQ">un breve documento descrittivo </a> per maggiori informazioni. L&#8217;open space secondo me si attaglia perfettamente alla natura del movimento, perché è un modo per incoraggiare l&#8217;autoorganizzazione dei singoli partecipanti.</em></p>
<p><em>Per questo , come avevo già anticipato a Giulia, vorrei proporre al “popolo viola” di Firenze un appuntamento di un giorno organizzato secondo i criteri dell&#8217;open space: agenda determinata dai partecipanti sul momento intorno a un tema o una domanda, gruppi flessibili e autoorganizzati, discussione spontanea , documentazione dei lavori istantanea e pubblica, senza necessariamente conclusioni o mozioni unitarie.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ho letto dai giornali dell&#8217;assemblea di napoli di sabato (si vede quanto poco partecipo della vita del movimento!). Credo che la “cura dei processi”, ovvero del come si fanno e si dicono le cose, e non solo di cosa si fa o si dice, sia un passo importante per provare a uscire dal baratro in cui ci troviamo. Forse anche a livello nazionale strumenti come l&#8217;open space, la facilitazione, la mediazione ecc. potrebbero essere riconosciuti utili e adottati.  Quindi se siete interessati a provare questa esperienza a Firenze,  la si potrebbe condividere come un “progetto pilota” per il resto del movimento. Ad es. potremmo organizzare l&#8217;evento insieme con un gruppetto che poi a sua volta potrebbe lavorare con altri gruppi del popolo viola in altre città.</em></p>
<p>Ci proviamo? Questo è il momento di far sentire la propria voce!<em><br />
</em></p>
<p><em>_________<br />
</em></p>
<p><em>PS: purtroppo negli ultimi mesi non ho seguito il blog come sarebbe stato utile e possibile. Né posso promettere di farlo in futuro. Grazie comunque ai 3-4 lettori che visitano queste pagine!<br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giovanniscotto.wordpress.com/197/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giovanniscotto.wordpress.com/197/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=197&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sabato 8 agosto 2009: in Italia entra in vigore la legge-vergogna&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 05:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniscotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;. altresì nota come &#8220;pacchetto sicurezza&#8221;. Noi speriamo che tante voci si faranno sentire di opposizione decisa e intransigente alla legalizzazione dello squadrismo (&#8220;ronde&#8221;), alle vessazioni inutili contro i migranti, all&#8217;introduzione del reato di clandestinità, alla mortificazione dei principi del diritto. Speriamo che nascano presto campagne di disobbedienza civile: affittare casa ai migranti, proteggerli, realizzare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giovanniscotto.wordpress.com&amp;blog=5519649&amp;post=187&amp;subd=giovanniscotto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;. altresì nota come &#8220;pacchetto sicurezza&#8221;.</p>
<p>Noi speriamo che tante voci si faranno sentire di opposizione decisa e intransigente alla legalizzazione dello squadrismo (&#8220;ronde&#8221;), alle vessazioni inutili contro i migranti, all&#8217;introduzione del reato di clandestinità, alla mortificazione dei principi del diritto.</p>
<p>Speriamo che nascano presto campagne di disobbedienza civile: affittare casa ai migranti, proteggerli, realizzare il loro diritto alla salute, all&#8217;educazione, alla soggettività di cittadini (l&#8217;anagrafe, il riconoscimento dei propri figli!). Chiunque di noi può in qualche misura opporsi a questa legge scellerata non obbedendo, dichiarando apertamente la propria disobbedienza, incitando altri a disobbedire.</p>
<p>Non è questo il tempo e il luogo di spiegare perché chi scrive queste note non è in grado, oggi, di fare di più.</p>
<p>Il disorientamento è grande e le sfide immani. Può essere utile, oggi, ascoltare voci del passato di chi ha vissuto un&#8217;epoca storica ancora più difficile e ha fatto le scelte giuste.</p>
<p>Per questo, seguendo l&#8217;esempio dell&#8217;amico Peppe Sini, infaticabile direttore del foglio quotidiano <a href="http://lists.peacelink.it/nonviolenza/">La nonviolenza in cammino</a> , riproduciamo qui uno scritto di Aldo Capitini: &#8220;La mia opposizione al fascismo&#8221;, originariamente pubblicato in Il Ponte, XVI, 1, gennaio 1960. Capitini è stato il più grande pensatore e operatore della nonviolenza in Italia (per approfondimenti:<a href="http://www.aldocapitini.it/"> www.aldocapitini.it</a>, <a href="http://www.cosinrete.it/">www.cosinrete.it</a>).</p>
<div id="attachment_189" class="wp-caption alignleft" style="width: 108px"><a href="http://giovanniscotto.files.wordpress.com/2009/08/capitini-marcia-perugia-assisi.jpg"><img class="size-full wp-image-189" title="capitini - marcia perugia assisi" src="http://giovanniscotto.files.wordpress.com/2009/08/capitini-marcia-perugia-assisi.jpg?w=98&#038;h=132" alt="Aldo Capitini alla prima marcia Perugia Assisi" width="98" height="132" /></a><p class="wp-caption-text">Aldo Capitini alla prima marcia Perugia Assisi</p></div>
<pre>Non e' facile elevarsi su quel patriottismo scolastico che ci coglie proprio
nel momento, dai dieci ai quindici anni, in cui cerchiamo un impiego
esaltante delle nostre energie, una tensione attiva e appoggiata a miti ed
eroi.
Quaranta anni successivi di esperienza in mezzo ad una storia
movimentatissima ci hanno ben insegnato due cose: che la devozione alla
patria deve essere messa in rapporto e mediata con ideali piu' alti e
universali; che la nazione e' una vera societa' solo in quanto risolve i
problemi delle moltitudini lavoratrici nei diritti e nei doveri, nel potere,
nella cultura, in tutte le liberta' concretamente e responsabilmente
utilizzabili.
Quella "patria" che la scuola ci insegno', che era del Foscolo e del
Carducci, e diventava del D'Annunzio e del Marinetti, non poteva essere il
centro di tutti gli interessi; e percio' potei essere nazionalista tra i
dieci e i quindici anni, ma non poi restarlo quando vidi la guerra in
rapporto, meno con la nazione, e piu' con l'umanita' sofferente e divisa;
quando dalla letteratura vociana e di avaguardia salii (da autodidatta e
piu' tardi che i coetanei) alla piu' strenua, vigorosa, e anche filologica
classicita', vista nei testi latini, greci e biblici, come valori originali;
quando portai la riflessione politica, precoce ma intorbidata dall'attivismo
nazionalistico, ad apprezzare i diritti della liberta' e l'apertura al
socialismo come cose fondamentali, insopprimibili per qualsiasi motivo.
Umanitario e moralista, tutto preso dalla ricostruzione della mia cultura
(eseguita tardi ma con consapevolezza) e anche dal dolore fisico, il
dopoguerra 1918-'22 mi trovo' del tutto estraneo al fascismo, anche se avevo
coetanei che vi erano attivissimi: non sentii affatto l'impulso ad
accompagnarmi con loro. Anzi, mi permettevo nella mia indipendenza, di
leggere la "Rivoluzione liberale", di offrire lieto il mio letto ad un
assessore socialista cercato dagli squadristi, e la mattina della "Marcia su
Roma" sentii bene che non dovevo andarci, perche' era contro la liberta'.
Certo, per chi e' stato, purtroppo (e purtroppo dura ancora), educato a quel
tal patriottismo scolastico, per chi non ha potuto nell'adolescenza non
assorbire del dannunzianesimo e del marinettismo, qualche volta il fascismo
poteva sembrare un qualche cosa di energico, di impegnato a far qualche
cosa; e comprendo percio' le esitazioni e le cadute di tanti miei coetanei,
che hanno come me press'a poco gli anni del secolo.
Se io fui preservato e salvato per opera di quell'evangelismo
umanitario-moralistico e indipendente, per cui non ero diventato ne'
cattolico (pur essendo teista) ne' fascista, e preferii rinunciare alla
politica attiva, a cui pur da ragazzo tendevo, scegliendo un lavoro di
studio, di poesia, di filosofia, di ricerca religiosa; tanti altri, anche
per il fatto di essere stati in guerra (io ero stato escluso perche'
riformato), lungo il binario del patriottismo, del combattentismo, dello
squadrismo, videro nel fascismo la realizzazione di tutto.
Queste mie parole sono percio' un invito a diffidare del patriottismo
scolastico, che puo' portare a tanto e a giustificare tanti delitti, e un
proposito di lavorare per un'educazione ben diversa. Questa e' dunque la
prima esperienza che ho vissuto in pieno: ho potuto contrastare al fascismo
fin dal principio perche' mi ero venuto liberando (se non perfettamente) dal
patriottismo scolastico; esso fu uno degli elementi principalmente
responsabili dell'adesione di tanti al fascismo.
*
Ed ora vengo alla seconda esperienza fondamentale. Si capisce che mentre il
fascismo si svolgeva, quasi insensibile com'ero alla soddisfazione
"patriottica", mi trovavo contrario alla politica estera ed interna. Per
l'estero io ero press'a poco un federalista, e mi pareva che un'unione
dell'Italia, Francia, Germania (circa centocinquanta milioni di persone)
avrebbe costituito una forza viva e civile, anche se l'Inghilterra fosse
voluta rimanere per suo conto; ma ci voleva uno spirito comune, che, invece,
il nazionalismo fece rovinare. Ebbi sempre un certo rispetto per la Societa'
delle Nazioni; e mi pareva che l'Italia avesse avuto molto col Trattato di
Versailles, malgrado le strida dei nazionalisti. Approvavo il lavoro di
Amendola e degli altri per un patto con gli Jugoslavi, che ci avrebbe
risparmiato tante tragedie e tante vergogne.
Per la politica interna la Milizia in mano a Mussolini, il delitto
Matteotti, la dittatura e il fastidio, a me lettore e raccoglitore di vari
giornali, che dava la lettura di giornali eguali, l'avversione che sentivo
per il saccheggio e la distruzione e l'abolizione di tutto cio' che era
stata la vita politica di una volta, le Camere del lavoro, le varie sedi dei
partiti, le logge massoniche; mi tenevano staccato dal fascismo.
Sapevo degli arresti, delle persecuzioni. Dov'era piu' quel bel fermento di
idee, quella vivacita' di spirito di riforme che avevo vissuto dal '18 al
'24? Quanti libri liberi, riviste ("Conscientia" per esempio, che conservavo
come preziosa), erano finiti! L'Italia che avrebbe dovuto riformarsi in
tutto, era ora affidata ad un governo reazionario e militarista! E io
ricordavo il mio entusiasmo per le amministrazioni socialiste: come seguivo
quella di Milano, quella di Perugia, mia citta'!
Non ero iscritto a nessun partito, non partecipavo nemmeno, preso da altro,
alla dialettica politica, ma le amministrazioni socialiste mi parevano una
cosa preziosa, con quegli uomini presi da un ideale, umili di condizione, e
"diversi", la' impegnati ad amministrare per tutti.
Sicche' ero contrario al regime, e la seconda esperienza fondamentale lo
confermo': fu la Conciliazione del febbraio del '29.
Non ero piu' cattolico dall'eta' di tredici anni, ma ero tornato ad un
sentimento religioso sul finire della guerra, e lo studio successivo, anche
filosofico e storico sulle origini del cristianesimo, di la' dalle leggende
e dai dogmi mi aveva concretato un teismo di tipo morale.
Guardando il fascismo, vedevo che lo avevano sostenuto in modo decisivo due
forze: la monarchia che aveva portato con se' (piu' o meno) l'esercito e la
burocrazia; l'alta cultura (quella parte vittima del patriottismo
scolastico) che aveva portato con se' molto della scuola. C'era una terza
forza: la Chiesa di Roma. Se essa avesse voluto, avrebbe fatto cadere,
dispiegando una ferma non collaborazione, il fascismo in una settimana.
Invece aveva dato aiuti continui. Si venne alla Conciliazione tra il governo
fascista e il Vaticano.
La religione tradizionale istituzionale cattolica, che aveva educato gli
italiani per secoli, non li aveva affatto preparati a capire, dal '19 al
'24, quanto male fosse nel fascismo; ed ora si alleava in un modo profondo,
visibile, perfino con frasi grottesche, con prestazione di favori
disgustose, con reciproci omaggi di potenti, che deridevano alla " scuola
liberale " e ai "conati socialisti", come cose oramai vinte! Se c'e' una
cosa che noi dobbiamo al periodo fascista, e' di aver chiarito per sempre
che la religione e' una cosa diversa dall'istituzione romana.
Perche' noi abbiamo avuto da fanciulli un certo imbevimento di idee e di
riti cattolici, che sono rimasti la', nel fondo nostro; ed anche se si e'
studiato, e si sanno bene le ragioni storiche, filosofiche, sociali, anche
religiose, per cui non si puo' essere cattolici, tuttavia ascoltando suonare
le campane, vedendo l'edificio chiesa, incontrando il sacerdote, uno
potrebbe sempre sentire un certo fascino.
Ebbene, se si pensa che quelle campane, quell'edificio, quell'uomo possono
significare una cerimonia, un'espressione di adesione al fascismo, basta
questo per insegnare che bisogna controllare le proprie emozioni, non farsi
prendere da quei fatti che sono "esteriori" rispetto alla doverosita' e
purezza della coscienza.
La Chiesa romana credette di ottenere cose positive nel sostenere il
fascismo, realmente le ottenne. Ma per me quello fu un insegnamento intimo
che vale piu' di ogni altra cosa. Non aver visto il male che c'era nel
fascismo, non aver capito a quale tragedia conduceva l'Italia e l'Europa,
aver ottenuto da un potere brigantesco sorto uccidendo la liberta', la
giustizia, il controllo civico, la correttezza internazionale; non sono
errori che ad individui si possono perdonare, come si deve perdonare tutto,
ma sono segni precisi di inadeguatezza di un'istituzione, ancora una volta
alleata di tiranni.
Fu li', su questa esperienza che l'opposizione al fascismo si fece piu'
profonda, e divenne in me religiosa; sia nel senso che cercai piu' radicale
forza per l'opposizione negli spiriti religiosi-puri, in Cristo, Buddha, S.
Francesco, Gandhi, di la' dall'istituzionalismo tradizionale che tradiva
quell'autenticita'; sia nel senso che mi apparve chiarissimo che la
liberazione vera dal fascismo stesse in una riforma religiosa, riprendendo e
portando al culmine i tentativi che erano stati spenti dall'autoritarismo
ecclesiastico congiunto con l'indifferenza generale italiana per tali cose.
Vidi chiaro che tutto era collegato nel negativo, e tutto poteva essere
collegato nel positivo. Mi approfondii nella nonviolenza. Imparai il valore
della noncollaborazione (anzi lo acquistai pagandolo, perche' rifiutai
l'iscrizione al partito, e persi il posto che avevo); feci il sogno che gli
italiani si liberassero dal fascismo noncollaborando, senza odio e strage
dei fascisti, secondo il metodo di Gandhi, rivoluzione di sacrificio che li
avrebbe purificati di tante scorie, e li avrebbe rinnovati, resi degni
d'essere, cosi' si', tra i primi popoli nel nuovo orizzonte del secolo
ventesimo.
Divenni vegetariano, perche' vedevo che Mussolini portava gli italiani alla
guerra, e pensai che se si imparava a non uccidere nemmeno gli animali, si
sarebbe sentita maggiore avversione nell'uccidere gli uomini.
*
Nel lavoro di suscitamento e collegamento antifascista, svolto da me dal
1932 al 1942, sta la terza esperienza fondamentale: il ritrovamento del
popolo e la saldatura con lui per la lotta contro il fascismo. Figlio di
persone del popolo, vissuto in poverta' e in disagi, con parenti tutti
operai o contadini, i miei studi (vincendo un posto gratuito universitario
nella Scuola normale superiore di Pisa) ed anche i primi amici non mi
avevano veramente messo a contatto con la classe lavoratrice nella sua
qualita' sociale e politica.
Anche se da ragazzo ascoltavo con commozione le musiche di campagna che il
primo maggio sonavano di lontano l'Inno dei lavoratori, di la' dal velo
della pioggia primaverile, non conoscevo bene il socialismo. Avevo visto dal
mio libraio le edizione delle opere di Marx e di Engels annerite dagli
incendi devastatori dei fascisti milanesi alla redazione dell'"Avanti!", ma,
preso da altro lavoro, non le avevo studiate.
Accertai veramente la profondita' e l'ampiezza del mondo socialista nel
periodo fascista, quando le possibilita' di trovare documentazioni e libri
(lo sappiano i giovani di ora, che se vogliono possono andare da un libraio
e acquistare cio' che cercano) erano di tanto diminuite, ma c'era, insieme,
il modo di ritrovare i vecchi socialisti e comunisti, che erano rimasti
saldi nella loro fede, veramente "fede" "sostanza di cose sperate ed
argomento delle non parventi", malgrado le botte, gli sfregi, la poverta',
le prigioni, le derisioni degli ideali e dei loro rappresentanti uccisi
("con Matteotti faremo i salsicciotti") e sebbene vedessero che le persone
"dotte" erano per Mussolini e il regime.
Ritrovare queste persone, unirsi con loro di la' dalle differenze su un
punto o l'altro dell'ideologia, festeggiare insieme il primo maggio magari
in una soffitta o in un magazzino di legname, andare insieme in campagna una
domenica (che per il popolo e' sempre qualche cosa di bello), e talvolta
anche in prigione: nella lotta contro il fascismo si formo' questa unione,
che non fu soltanto di persone e di aiuto reciproco, ma fu studio,
approfondimento, constatazione degli interessi comuni dei lavoratori e degli
intellettuali contro i padroni del denaro e del potere: si apriva cosi
l'orizzonte del mondo, l'incontro di Occidente e Oriente in nome di una
civilta' nuova, non piu' individualistica ne' totalitaria.
*
Questo io debbo al fascismo, ma in quanto ebbi, direi la Grazia, o interni
scrupoli o ideali che mi portarono all'opposizione. Opponendomi al fascismo,
non per cose di superficie o di persone o di barzellette, ma pensando
seriamente nelle sue ragioni, nella sua sostanza, nel suo esperimento e
impegno, non solo me ne purificavo completamente per cio' che potesse
essercene in me, ma accertavo le direzioni di un lavoro positivo e di una
persuasione interiore che dovevo continuare a svolgere anche dopo.
Il fascismo aveva unito in un insieme tutto cio' contro cui dovevo lottare
per profonda convinzione, e non per caso, per un un male che mi avesse
fatto, per un'avversione o invidia verso persone, o perche' avessi trovato
in casa o presso maestri autorevoli un impulso antifascista. Nulla di questo
ebbi, ed anche percio' ad un'attiva opposizione con propaganda non passai
che lentamente e dopo circa un decennio.
Posso assicurare i giovani di oggi che il mio rifiuto fu dopo aver sentito
le premesse del fascismo proprio nell'animo adolescente, e dopo averle
consumate; sicche' i fascisti mi apparvero dei ritardatari. Ero arrivato al
punto in cui non potevo accettare:
1, il nazionalismo che esasperava un riferimento nazionale e guerriero a
tutti i valori, proprio quando ero convinto che la guerra avrebbe indebolito
l'Europa, e che la nazione dovesse trovare precisi nessi con le altre;
2, l'imperialismo colonialistico, che, oltre a portare l'Italia fuori dalla
sua influenza in Europa, nei Balcani e a freno della Germania, era un metodo
arretrato, per la fine del colonialismo nel mondo;
3, il centralismo assolutistico e burocratico con quel far discendere tutto
dall'alto (per giunta corrotto), mentre io ero decentralista, regionalista,
per l'educazione democratica di tutti all'amministrazione e al controllo;
4, il totalitarismo, con la soppressione di ogni apporto di idee e di
correnti diverse, si' che quando parlavo ai giovanissimi della vecchia
possibilita' di scegliersi a vent'anni un partito, che aveva sue sedi e sua
stampa, sembrava che parlassi di un sogno, di un regno felice sconosciuto;
5, il prepotere poliziesco, per cui uno doveva sempre temere parlando ad
alta voce, conversando con ignoti, scrivendo una lettera, facendo un
telefonata;
6, quel gusto dannunziano e quell'esaltazione della violenza, del manganello
come argomento, dello spaccare le teste, del pugnale, delle bombe a mano, e,
infine, l'orribile persecuzione contro gli ebrei;
7, quel finto rivoluzionarismo attivista e irrazionale sopra un sostanziale
conservatorismo, difesa dei proprietari, di cio' che era vecchio e perfino
anteriore alla rivoluzione francese;
8, quell'alleanza con il conservatorismo della chiesa, della parrocchia,
delle gerarchie ecclesiastiche, prendendo della religione i riti e il lato
reazionario, affratellandosi con i gesuiti, perseguitando gli ex-sacerdoti;
9, quel corporativismo con una insostenibile parita' tra capitale e lavoro
che si risolveva in una prigione per moltitudini lavoratrici alla merce' dei
padroni in gambali ed orbace;
10, quel rilievo forzato e malsano di un solo tipo di cultura e di
educazione, quella fascista, e il traviamento degli adolescenti, mentre ero
convinto che della libera produzione e circolazione delle varie forme di
cultura una societa' nazionale ha bisogno come del pane;
11, quell'ostentazione di Littoria e altre poche cose fatte, dilapidando
immensi capitali, invece di affrontare il rinnovamento del Mezzogiorno e
delle Isole;
12, l'onnipotenza di un uomo, di cui era facile vedere quotidianamente la
grossolanita', la mutevolezza, l'egotismo, l'iniziativa brigantesca, la
leggerezza nell'affrontare cose serie, gli errori e la irragionevolezza
impersuadibile, mentre ero convinto che il governo di un paese deve il piu'
possibile lasciare operare le altre forze e trarne consigli e
collaborazione, ed essere anonimo, grigio anche, perche' lo splendore stia
nei valori puri della liberta', della giustizia, dell'onesta', della
produzione culturale e religiosa, non nelle persone, che in uniforme o no,
nel governo o a capo dello Stato, sono semplicemente al servizio di quei
valori.
*
Percio' il fascismo, nel problema dell'Italia di educarsi a popolo onesto,
libero, competente, corretto, collaborante, mi parve un potenziamento del
peggio e del fondo della nostra storia infelice, una malattia latente
nell'organismo e venuta fuori, l'ostacolo che doveva, per il bene comune,
essere rimosso, non in un modo semplicemente materiale, ma prendendo precisa
e attiva coscienza delle ragioni per cui era sbagliato, e trasformando in
questo lavoro se' e persuadendo gli altri italiani.</pre>
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