La mia professione è attualmente docente universitario (qui una biografia in inglese di qualche mese fa), ritornato in Italia nel 2004 dopo dieci anni a Berlino grazie al programma Rientro dei cervelli. Il mio ambito di ricerca è la pace e la gesione costruttiva dei conflitti (ho lavorato per alcuni anni al centro di ricerca Berghof) , e su questo mi sarebbe piaciuto aprire un blog.
Le cose hanno preso una piega un po’ diversa da qualche mese. Assistiamo oggi all’assalto frontale dell’attuale governo contro l’università pubblica, già indebolita da anni (o decenni) di mediocre autogoverno. Credo di stare vivendo una storia esemplare, perché subisco da un lato la politica distruttrice del Governo, dall’altro l’ignavia e la miopia degli organi di autogoverno del mio Ateneo (l’Università di Firenze) .
Per questo il blog nasce come un resoconto della realtà paradossale nella quale mi trovo – una situazione kafkiana, per l’appunto. Più avanti mi piacerebbe che questo diventasse un luogo per tenere pubblicamente appunti e riflessioni sui temi della pace, della trasformazione creativa dei conflitti e della formazione di cittadini pensanti in un’università libera e rinnovata.
10 Febbraio, 2009 alle 7:36 pm
anch’io come poeta vivo la frustrazione costante di non poter fare ciò che so fare meglio, fino alla situazione paradossale della certezza che non verrò mai letto se non dopo morto, forse, se lavorerò bene e mi farò conoscere mentre sarò ancora in vita.
l’invisibilità dei poeti è la stessa di tutte le forme sottili di conoscenza e di cultura, come quella della trasformazione creativa e dell’educazione che ti riguardano.
siamo esseri invisibili a cui però è rimasta ancora la voce.
facciamola sentire.
sono con te!