Ecco il testo dell’invito all’iniziativa. Chiunque è interessato a partecipare può contattarmi per email. GS
—- Care, cari colleghi e amici, sono lieto di invitarvi all’incontro “Università ,conflitti e pace: progettare il futuro insieme”, da me organizzato con l’aiuto dello Studio Mediazioni e il sostegno logistico di Pax Christi. L’incontro avrà la forma dell’”open space”: tutti quelli che lo vorranno potranno prendere la parola, organizzare un gruppo di lavoro, e dare un contributo essenziale all’evento. L’incontro si terrà il 25 marzo dalle 10 alle 19.00 alla Casa per la Pace di Pax Christi , via Quintole per le Rose 131, 50023 Impruneta (Firenze) (Tel/Fax +39.055.2374505.).
Poiché è un incontro auto-organizzato chiedo ai partecipanti di dare un contributo economico di 8 euro a copertura delle spese per la struttura. Offriremo anche un servizio di baby sitting / animazione per i bambini piccoli, speriamo così di favorire la partecipazione di coloro che hanno figli piccoli Vi prego di confermare la vostra partecipazione scrivendo una mail all’indirizzo openspace.pace.unifi@gmail.com indicando:
- se partecipate tutto il giorno o solo il pomeriggio
- se intendete pranzare (costo aggiuntivo: 12 euro)
- se venite con bimbi e se sì, di che età.
L’open space si terrà con un minimo di 20 partecipanti. Per favore girate questa mail ai vostri contatti che potrebbero essere interessati!
PRESENTAZIONE DELL’INIZIATIVA L’università di Firenze è stata tradizionalmente attenta campo degli studi sulla pace, la nonviolenza, la trasformazione costruttiva dei conflitti e la mediazione. Dal 2001 in varie forme l’ateneo ha offerto percorsi formativi di vario tipo su questi temi, ed in particolare la laurea triennale. Con il tempo abbiamo costruito una ricca rete di relazioni e formato un gran numero di studenti e operatori – una rete di cui siete parte integrante. Il lavoro ha coinvolto non solo la città di firenze, ma persone e realtà della Toscana e di tutto il paese. Si è anche affermata in questo campo una collaborazione con gli altri atenei della Toscana , che insieme hanno fondato il Centro Interuniversitario di ricerca sulla pace e i conflitti (CIRPAC). Senza dimenticare che la facoltà di Scienze della Formazione ospita una cattedra UNESCO per l’educazione alla pace.
Come tutti sappiamo, l’università italiana attraversa un momento di profonda crisi, e il lavoro sui nostri temi non ne è rimasto immune. Si è interrotta ad esempio l’esperienza del master sulla mediazione dei conflitti, la laurea triennale “operazioni di pace, gestione e mediazione dei conflitti” si è fusa con il corso di laurea sullo sviluppo; il nuovo percorso formativo sta lavorando per trovare una sua visibilità e specificità e per adeguarsi alle regole sempre più restrittive imposte dalle leggi e decreti di riforma dell’università.
Paradossalmente, è anche un momento di successi e di rilancio: basti pensare agli importanti progetti di ricerca e intervento (UGUADI, FAS) che hanno ottenuto finanziamenti ingenti e stanno producendo frutti di alta qualità. Inoltre, da dicembre sono entrato in forze a UNIFI come professore associato, e quindi posso investire al 100% il mio lavoro nel campo degli studi e della formazione universitaria alla pace. Non si tratta tanto di un traguardo personale, ma del riconoscimento dell’importanza del tipo di conoscenze e competenze che insieme con tanti colleghi e studenti ho contribuito a elaborare.
Per questo credo che sia un buon momento per riannodare i fili tra colleghi, operatori, studenti ed ex studenti, che negli anni hanno lavorato nella nostra sede storica di via Cavour. Un momento per ritrovarsi, per scambiarsi informazioni su quello che stiamo facendo e intendiamo fare, su quale potrebbe essere il ruolo dell’università nella promozione degli studi sulla pace nel futuro: sulle opportunità che possiamo creare e promuovere anche e soprattutto in un momento di crisi. Sono convinto che il patrimonio di conoscenze , competenze e sensibilità che abbiamo costruito negli ultimi dieci anni sia importante per rispondere all’inquietudine e al senso di crisi che stiamo vivendo. Spero di vedervi numerosi il 25 marzo alla Casa per la pace dell’Impruneta!
Giovanni Scotto Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Firenze Associazione Studio Mediazioni
21 marzo 2011 alle 19:53
E’ ambizioso come progetto.
Come si fanno a mettere insieme persone che hanno culture ed abitudini di vita completamente diversi?
Se si potesse, si sa che il conflitto si risolve con il dialogo. Il problema è quando i due non parlano la stessa lingua: che si dicono?
Sono sempre stata pessimista in proposito specie quando l’interlocutore, che vive in una situazione di privilegio, è superiore all’altra persona che ha i limiti strutturali.
L’unica cosa positiva è il fatto che conoscere l’altro spinge a migliorarsi e a capire meglio la realtà in cui si vive.
Dopo l’incontro, però c’è il rischio di rimanere intrappolati nell’illusione di voler unire due mondi che si trovano agli antipodi. Ed è davvero brutto non riuscire a vivere più il presente quando si è sempre proiettati verso un futuro immaginario.
22 marzo 2011 alle 15:02
C’è un solo modo per saperlo: partecipare!
24 marzo 2011 alle 17:23
Domani non ci potrò essere. Non ho trovato un posto libero in treno: sono arrivata troppo tardi, come al solito.
Non saprei come altro fare per arrivare fin lì. E poi organizzare un viaggio in fretta dovendo rendere conto a destra e a sinistra, è faticoso e non appagante.
Peccato, una bella occasione mancata. Chissà se si ripeterà un’altra cosa del genere???
Vabbè è meglio che non ci penso………….. Buon convegno.