Ecco il Rettore dell’università di Firenze prendere la parola sui media locali in merito alla crisi finanziaria dell’Ateneo (La Nazione, 23 novembre – potete leggere l’intervista qui). “Un piano lacrime e sangue per salvare l’università”.
il Prof. Marinelli spiega come si è arrivati allo stato di crisi dell’Ateneo, che spende oggi oltre il 92 % dei fondi ricevuti dallo stato. Una causa di grande importanza è il fatto che il monte stipendi viene deciso da normative e accordi presi a livello nazionale, mentre il pagamento degli stipendi stessi è a carico dei bilanci dei singoli atenei: uno scollamento tra chi prende le decisioni e chi ha l’onere di eseguirle, abbastanza tipico del sistema universitario italiano. Fin qui ci siamo e concordiamo.
Scorrendo l’intervista, veniamo a sapere che l’Ateneo e’ virtuoso perche’ “dal 2005 non sono stati più banditi concorsi di prima e seconda fascia … Dal 2000 a oggi il personale [a Firenze] è lo stesso, però il costo complessivo è aumentato del 30 per cento mentre il trasferimento da parte dello Stato è cresciuto solo del 14,6 per cento.”
[Noto en passant che bisognerebbe andare ad analizzare la proporzione tra ricercatori, associati e ordinari: gli stipendi non sono una variabile di cui l'Ateneo dispone, ma la tipologia di contratto - almeno in teoria - sì. Mi ripropongo di fare un po' di chiarezza su questo in futuro.]
Aggiunge Marinelli: “[Dal 2006] Abbiamo fatto due concorsi per ricercatori: uno sul bilancio dell’Università, il secondo cofinanziato con il contributo dello Stato” (NdR: era stato un provvedimento del governo Prodi).
[Peccato che si dimentichi di dire che 20 ricercatori vincitori di concorso nel 2006 e 23 in regime di cofinanziamento si sono vista bloccare l'assunzione il 1. novembre, con decisione presa il 24 ottobre e telegramma inviato ai malcapitati il 30. Oltre a loro c'era un professore associato che doveva entrare in servizio, e cioè io, che all'università non costava quasi nulla.]
Vabbe’, si potrebbe pensare, i tempi sono duri per tutti, bisogna stringere la cinghia. A una precisa domanda del giornalista, Il Rettore però risponde in maniera altrettanto precisa:
Ma insomma il bilancio dell’Università oggi è in rosso?
“No. E’ vero che abbiamo evidenziato un disavanzo strutturale, ma è coperto dai valori degli immobili che abbiamo venduto e che dovremmo incamerare entro quest’anno. Ho sentito parlare di meno 46 milioni: i conti si fanno quando si chiudono i contratti”.
[Allora proprio non capisco: qui si interviene "a gamba tesa" sulle carriere e sulla vita stessa di 44 persone, per un'asserita emergenza finanziaria, e poi si scopre che questa emergenza non c'e'?]
Il brutto scherzo che il Consiglio di Amministrazione e il Senato Accademico ci hanno fatto il 24 ottobre scorso merita una spiegazione più seria. Speriamo che il Rettore e gli organi responsabili possano darcela.
I colleghi ricercatori in pectore incontreranno il Rettore prof. Marinelli la prossima settimana. Sarà interessante sapere cosa gli dirà. Da parte mia, ho chiesto un appuntamento già dieci giorni fa, e ancora non ho avuto risposta.
